domenica 24 giugno 2012

L’art. 9 della Costituzione e Scalinata Cernaia

Sono uscita arricchita e con la mente in fermento dalla bella conferenza del Prof. Salvatore Settis, “Democazia e/è territorio”, tenutasi al Centro Allende stamattina alle 11:00, nel quadro della manifestazione “Parole di Giustizia”, che è in corso alla Spezia.

Il prof. Settis ha ribadito la complessità della nozione di Paesaggio (indissociabile da quelle di Territorio e Ambiente), l’essere il Paesaggio un bene comune da preservare e tutelare nella sua dimensione storica anche per le generazioni future, e ha sottolineato la difficoltà di difendere tali diritti a causa della giungla legislativa e amministrativa italiana, che vede tra l’altro ministeri e istituzioni diversi non collaborare ma spesso confliggere nei compiti di tutela sanciti dalla nostra Costituzione. L’art. 9 recita infatti: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

Alcuni dati forniti da Settis, come ad esempio il fatto che, a fronte di una natalità dello 0,4%, nel nostro paese si edifichino in media 161 ettari al giorno, con una mole annuale di cementificazione che equivarrebbe a un appartamento di 38 vani per ogni nuovo bambino, fanno capire che il territorio è erroneamente inteso come una risorsa passiva, inesauribile, mentre noi sappiamo che così non è: viviamo in territori sempre più urbanizzati, omologati, de-storicizzati, scempiati. Se tanto dissennato edificare non è riuscito a salvare la nostra economia, significa – osservava Settis - che l’edilizia non è un motore economico, anche perché essa serve in molti casi a provocare soltanto benefici fiscali, ad alimentare clientelismo, corruzione e connivenze mafiose, restando poi clamorosamente invenduta, vuota, inutilizzata. Solo una democrazia reale, l’esercizio di una cittadinanza attiva possono in qualche modo tentare di imporre un cambiamento.

I cittadini devono vigilare ed esprimere la loro volontà. Settis ha ricordato un nostro padre Costituente, Giuseppe Dossetti, il quale, non ancora sacerdote, lottò senza successo per includere tra gli articoli della nostra Costituzione quello che doveva essere l’art. 3 e che così recitava:  “La resistenza, individuale e collettiva agli atti dei pubblici poteri, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino. È questo l’abituale principio della resistenza, logico corollario dei due articoli precedenti.”

La  resistenza collettiva di fronte alle violazioni di quanto garantito dalla Costituzione, quindi anche della tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, è un irrinunciabili diritto-dovere di ognuno di noi.

E adesso parliamo di cose nostre: nella nostra città è stata approvata dal Comune una delibera di rifacimento delle scalinate Quintino Sella e Cernaia, con stanziamenti di 200,00 € per la prima e 600,00 € per la seconda. Quella della Cernaia è una splendida scalinata del 1904, con alberi storici di rara bellezza. Se ne prevede lo scoperchiamento totale e il rifacimento, se pure con l’assicurazione di riutilizzo (per quanto possibile) dei materiali esistenti. L’opera prevede anche l’abbattimento degli alberi (quasi tutti!) e la loro sostituzione con giovani esemplari. Il Comitato “Salviamo gli Alberi della Cernaia”, costituito da semplici cittadini, ha più volte manifestato il suo dissenso, chiedendo che gli alberi vengano piuttosto messi in sicurezza, dove necessario, per rispetto alla loro storicità e monumentalità, ma ci stiamo scontrando contro un muro di gomma.

E come confidare che i lavori di “rifacimento” vengano eseguiti nel pieno rispetto delle caratteristiche attuali, risalenti a inizio Novecento, quando (tanto per fare un esempio) - passando da via Prione davanti alla costruenda Scalinata Quintino Sella - si può “ammirare” il nuovo muretto corrimano di destra, realizzato con un finissage di arenino, rasato ben bene e di colore bianco? Edilizia spicciola e pasticciona, a fronte del vecchio muro di sinistra (passate a dirgli addio prima che sparisca!) che ha l’unico “difetto” di testimoniare il trascorrere del tempo, di parlare del passato. Ma la memoria forse fa male ed è meglio circondarci di scenari anonimi, omologati, insignificanti, intorno a quali è impossibile ricostruire un senso di appartenenza. Forse è questo che ci volevano dire parlando di Spezia come “città che diventa grande”? Spazzare via ogni traccia del passato? Rifare invece di restaurare?

Molti cittadini hanno già il dente avvelenato per la sostituzione della tettoia Liberty di piazza del mercato con l’obbrobrio mastodontico che offende i nostri occhi ogni giorno, per Piazza del Bon privata della sua ombra e ridotta a una maquette da scenarietto virtuale (vengano i nostri amministratori, a ferragosto, ma in minigonna o in calzoncini corti, a sedersi sulle panchine a strisce metalliche, e faranno la fine di San Lorenzo sulla graticola, visto che sono stati scelti appositamente alberi senza chioma!), e per molte altre “grandezze” (da una parte le Terrazze, dall’altra il manifesto gigante della Confcommercio a difesa dei piccoli commercianti…; per non parlare della grande “spada” sproporzionata del molo Mirabello che ci ha privato per sempre della percezione del braccio destro della costa e che offende di notte, con le sue luci oscene, il buio del golfo, forse l’ultimo residuo di poesia dei luoghi che ancora rimaneva alla città).

Dicevo: molti cittadini hanno già il dente avvelenato. Credo che (anche) sulla Cernaia si giochi la credibilità dei nostri amministratori e tecnici circa la “Tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico” garantita dall’art. 9 della Costituzione: c’è da auspicare che la cittadinanza vigili affinché questo pezzo della nostra storia rimanga tale e non si trasformi in un insulso rifacimento post-moderno.
Paola Polito
Comitato “Salviamo gli Alberi della Cernaia. No al taglio!”

venerdì 30 marzo 2012

La Cerniaia: un prezioso bene comune

Il recente articolo “Condannate a essere abbattute le piante di via Cernaia”, apparso sul Secolo XIX, ha avuto il merito di riproporre alla cittadinanza il tema cruciale della politica del verde urbano alla Spezia, additando alla pubblica attenzione il carattere radicale che, con una delibera ad hoc, la nostra amministrazione comunale vorrebbe dare al programmato “rifacimento” della storica scalinata Cernaia.

Come Comitato “Salviamo gli alberi della Cernaia – No al taglio!” crediamo necessario fare alcune importanti precisazioni, onde fornire un quadro il più possibile documentato e corretto della situazione della Cernaia.

Già il 6 gennaio 2012 il Comitato pubblicò sul proprio blog, e inviò alla stampa, il resoconto dell’incontro con l’Amministrazione, durante il quale si erano chiarite le rispettive posizioni e si era giunti ad un accordo, da ridiscutere dopo il previsto sopralluogo con i tecnici del Comune per verificare quanto ipotizzato.

Premesso che, sin dall’origine, gli alberi della scalinata Cernaia sono stati, sono e hanno da essere (anche in caso di reimpianto) del tipo Sophora Japonica, caratterizzante l’arredo urbano di molte città di fine ottocento-inizi novecento, la perizia realizzata dalla ditta milanese DEMETRA (novembre 2010) sullo stato delle piante esistenti - con particolare riferimento alla loro stabilità (VTA) - appurò il deterioramento di un certo numero di piante, derivato da mancata manutenzione e ferite da potature errate, e classificò gli alberi presenti in 4 categorie: B, C, CD e D (quest’ultima riferita ad alberi con estrema propensione al cedimento).

Alla luce della perizia, il Comitato concordò con l’Amministrazione di: salvare il maggior numero di alberi, con messa in sicurezza e sfoltimento (piano a zig-zag per le piante nuove, senza però sacrificare a questo scopo le piante sane attualmente in loco);  mantenere nelle parte centrale della scalinata il fondo di terra, con uno strato drenante di ghiaino destinato all’assorbimento dell’acqua (come tra l’altro previsto all’origine); procedere ad una riqualificazione concordata dell’arredo della scalinata (panchine, illuminazione, corrimano); verificare la possibilità di utilizzare i due cunicoli laterali per il passaggio (e collegamento agli edifici) dei servizi, fognature, acqua, gas, ecc., evitando di procedere alla realizzazione di una “trincea” profonda e centrale che potrebbe pregiudicare (con il taglio delle radici) la sopravvivenza degli alberi esistenti.

Quanto allo stato delle sophorae, è bene sapere che, come dalla perizia richiesta dal Comune stesso, sono assolutamente sani, in quanto classificati B e C, 17 alberi, mentre sono catalogati nella classe critica D 19 alberi, di cui però ben 9 non presentano alcuna compromissione di colletto o decadimento della ceppaia. Ci sono poi 7 esemplari classificati C-D (con valori strumentali anomali ma non critici) e tra questi figurano 2 esemplari centenari, con circonferenza superiore ai 2 metri, che meriterebbero di essere curati e messi in sicurezza già solo per il loro carattere storico e ambientale.

Nel suo rapporto, la ditta Demetra sosteneva con particolare forza la necessità di “interventi ordinari di potatura e mantenimento sugli alberi per impostare la ricostituzione delle chiome fortemente capitozzate ed il mantenimento in forma contenuta”, ed elencava chiaramente le modalità di intervento da rispettarsi durante i lavori previsti: distanza minima di 3 metri per gli scavi, rifilatura dei tagli radicali eventualmente inferti, deviazione delle derivazioni fognarie interfaccianti l’apparato radicale, protezione della parte basale del tronco con materiali che evitino lesioni meccaniche dei tessuti legnosi, mantenimento di discrete condizioni di umidità per le radici esposte, evitare deposito di materiali in prossimità degli alberi, intervenire con concimazione e micorizzazione a fine lavori.

Il Comitato chiede pertanto che l’Amministrazione segua le indicazioni dei periti e, tanto per cominciare, proceda immediatamente alla potatura di tutti gli alberi della Scalinata Cernaia, visto che nella Spallanzani, in via Garibaldi e in altri luoghi sono già state praticate cospicue potature.

Oltre al loro pregio estetico e salutistico (la sophora non è allergenica), le sophorae hanno anche un valore economico: infatti, una pianta di 30-35 cm di circonferenza-tronco è in vendita a 400,00 € (figuriamoci il valore di un esemplare con oltre 2 metri di circonferenza!)

Il Comitato non recede nel pretendere il mantenimento delle caratteristiche storiche, architettoniche ed arboree della Scalinata Cernaia, che è una ricchezza per tutta la città, un prezioso bene comune. E invita fermamente l’Amministrazione  a non disattendere quanto concordato.

Il Comitato “Salviamo gli alberi della Cernaia - No al taglio!”
e gli aderenti: FAI, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, WWF.

venerdì 6 gennaio 2012

Resoconto dell'incontro tra il Comitato e l’Amministrazsione comunale

Di recente si è svolto un incontro in COMUNE fra i tecnici del Comitato Cernaia Bracco e Venturini, il sindaco Federici, l’assessore Ruggia, il capo dell’ufficio tecnico Ing. Cannetti e tre addetti al settore verde giardini ed arredo, sempre del Comune.
Dopo lunga ma forse costruttiva discussione si sarebbe convenuto quanto segue:
  •  gli alberi della scalinata Cernaia erano sino dall’origine sono e saranno (in caso si reimpianto) del tipo SOFORE caratterizzante l’arredo urbano di molte città di fine ottocento inizi novecento;
  • è stata redatta una perizia (novembre 2010 dopo le richieste del Comitato) della DEMETRA di MILANO sullo stato delle piante esistenti con particolare riferimento della stabilità (VTA);
  • dalla perizia, consegnataci ed allegata risulta quanto segue:    
    •  lo stato deteriorato di molte piante deriva da mancata manutenzione e ferite da potature errate;
    • gli alberi sono stati classificati in tre categorie:
      • B e C senza problemi di cedimento
      • CD con elevata propensione al cedimento
      •  D con estrema propensione al cedimento;
è stato concordato di:
  •  salvare più alberi possibili anche quelli classificati CD con una sistemazione o quinconce  (sfoltimento); 
  •  lasciare nelle parte centrale della scalinata la terra con sopra e sottostrato drenante (ghiaino) per assorbire l’acqua (come tra l’altro previsto all’origine);
  • procedere ad una riqualificazione concordata dell’arredo della scalinata (panchine, illuminazione, corrimano);
  • verificare la possibilità di utilizzare i due cunicoli laterali per il passaggio (e collegamento agli edifici) dei servizi, fognature, acqua, gas, ecc., evitando di procedere alla realizzazione di una “trincea” profonda e centrale che pregiudicherebbe (taglio delle radici) la sopravvivenza degli alberi esistenti.

Purtroppo è stata confermata dal Sindaco la mancanza di fondi per una manutenzione periodica sia attuale che futura (al massimo ogni tre anni). È stato anche proposto dal Comitato una gestione della manutenzione affidata direttamente od indirettamente agli abitanti (in mancanza di altre soluzioni).
Dovrà essere effettuato un sopralluogo con l’Ing. Cannetti ed i tecnici del Comune per verificare quanto ipotizzato e, ci auguriamo, tra le parti già definitivamente concordato.

domenica 4 dicembre 2011

“Appello” dalla Spezia: "Non tagliare i nostri alberi"


Dal Secolo XIX on line...

La Spezia - Un piccolo angolo di Parigi, anzi di Montmartre, nel centro della Spezia: salita Cernaia non lascia indifferenti, col suolo lastricato di arenaria, gli alberi fitti ed eleganti, l'impianto storico. E in effetti di turisti se ne fermano tanti, su questi scalini scivolosi e mal messi, come spiegano con orgoglio i residenti.


Guarda il Video 
"le voci degli abitanti e del comitato Scalinata Cernaia "


Quando si è sparsa la voce che il Comune era intenzionato a stravolgere l'estetica della scalinata, tagliando i suoi alberi - il cui nome scientifico è “Sophora Japonica”, una varietà più pregiata delle acacie - gli abitanti della salita che parte da via Venti Settembre non si sono persi d'animo, e hanno formato un attivo comitato che annovera tra gli altri anche architetti, ingegneri, editori, chiunque possa aggiungere la propria professionalità alla causa degli alberi da preservare.
Nello scorso ottobre, hanno persino organizzato un'iniziativa “gemellata” con le piazzette di Montmartre, allestendo una mostra di pittura su questi scalini. Sono stati ascoltati, e il Comune ha promesso loro che la ristrutturazione - che dev’essere fatta perché la manutenzione è stata scarsa, gli alberi sono da potare e la strada è sconnessa - avverrà nel rispetto dell'impianto e dei materiali originali.
«Nessuno tocchi i nostri alberi»: un patrimonio che in realtà non è appannaggio dei residenti, ma una delle bellezze da valorizzare della città.

Duemila firme contro il taglio


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giovedì 20 ottobre 2011

Incontro con l’Amministrazione Comunale - Ottobre 2011

A distanza di un anno dalla manifestazione del 2 ottobre 2010 “A Spezia come a Montmartre”, organizzata dal nostro Comitato per la difesa e la valorizzazione della scalinata Cernaia, che vide la partecipazione di cittadini, esperti, tecnici ed amministratori (erano presenti il Sindaco Federici e l’assessore Ruggia), siamo a rimarcare  che purtroppo nulla è stato fatto.  Continua il degrado della scalinata dovuto all’incuria e al disinteresse degli amministratori e di chi deve provvedere a fare effettuare periodicamente la pulizia e la sistemazione dei gradini e delle pavimentazioni e la potatura degli alberi (ormai da qualche anno non più effettuata) che nel frattempo sono cresciuti a dismisura in modo caotico, andando ad interessare con i rami le abitazioni ai lati della scalinata.  Viene da pensare che tutto questo abbandono sia voluto per potere poi intervenire in modo massiccio con il progetto di abbattimento delle alberature incolpando proprio i poveri alberi del degrado della scalinata.
Noi non ci opponiamo ad un progetto di restauro e valorizzazione della scalinata anzi chiediamo che questo avvenga al più presto senza stornare verso altri interventi i fondi destinati dall’Amministrazione Comunale al progetto, ma tale intervento deve salvaguardare le caratteristiche architettoniche e vegetazionali che hanno fatto di questa scalinata un riferimento storico dello sviluppo di questa città sulla collina.

Il Comitato chiedeva un anno fa e chiede tuttora che il progetto punti a:
  • rivalutare la scalinata preservandone le caratteristiche e la funzionalità, con l’utilizzo di materiali idonei, rispettosi del progetto originario
  • salvaguardare le attuali alberature e la loro importante funzione idrogeologica, anche perché gli eventuali interventi ACAM per il rifacimento degli scarichi e l’eventuale risistemazioni dei servizi acqua, luce e gas non inciderebbero in alcun modo sull’assetto radicale  escludendo di per sé il taglio preventivo delle sophorae japonicae. La realizzazione della nuova rete fognaria ed l’allaccio delle abitazioni può sfruttare i cunicoli già esistenti ai lati della scalinata.

Siamo contrari:
  • all’abbattimento indiscriminato delle alberature attuali.  Le sophore japonicae sono alberature di pregio adatte per la loro rusticità all’ambiente urbano e meritevoli di essere salvaguardate per la loro funzione idrogeologica, paesaggistica e per la loro presenza storica consolidata sulla scalinata; gli alberi che presentano cavernosità o altri problemi di instabilità possono essere resi sicuri e curati con interventi mirati di risanamento e manutenzione periodica (costa meno che sostituirli);
  • ad un intervento di rifacimento della scalinata che non rispetti i materiali e le caratteristiche architettoniche originarie.

  Siamo favorevoli:
  • a una conduzione dei lavori di rifacimento che salvaguardi quanto più possibile le radici degli alberi, 
  • alla messa a dimora di nuovi esemplari al posto delle sophorae japonicae già divelte (soprattutto nella parte alta) e alla sostituzione di quelle con problemi di instabilità (dimostratamente non risolvibili) con altrettante della stessa specie,
  • ad una manutenzione periodica, accurata e responsabile, della scalinata, con pulizia periodica da foglie ed erbe infestanti e con stagionale potatura (minimo una volta all’anno) secondo modalità adeguate e rispettose dei tempi vegetativi, per non procurare danni alle alberature, 
  • agli  interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ormai divenuti urgenti che riguardino:
·        la sistemazione delle buche e dei gradini sconnessi, con riempimento di pietrisco dei gradini svuotati,
·        sistemazione delle panchine,
·        potenziamento dell’impianto di illuminazione con eventuale sostituzione degli attuali,
         lampioni con altrettanti ritenuti più idonei,                            
·        regolazione degli scarichi delle abitazioni e delle acque meteoriche.

Siamo disponibili:
  • a collaborare con l’Amministrazione Comunale con suggerimenti, nell’ambito delle nostre competenze, sulle soluzioni tecniche e di arredo urbano che verranno proposte.

Tutto ciò al fine di pervenire in tempi rapidi ad un adeguato recupero della scalinata che sia di esempio al futuro recupero delle altre scalinate storiche, che connotano l’immagine della nostra città.


L'incontro con il sindaco Federici  per discutere dei problemi della scalinata è fissato per mercoledì 26 ottobre alle ore 16 in Comune. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

                                                                                             

lunedì 24 gennaio 2011

"Stop ai Lavori Mancano le Risorse" - il Sindaco Federici

Alcune settimane fa è  apparso un articolo con la dichiarazione del Sindaco Federici: “Piazza Verdi indietro tutta! – Mancano le risorse dobbiamo congelare il progetto”. La motivazione dello stop temporaneo al lavori, del tutto legittima, è che in un momento di difficoltà delle finanze pubblica i fondi verranno destinati ad interventi prioritari per la cittadinanza: migliorare l’efficienza dell’ospedale Sant’Andrea.
La sospensione, si legge, riguarderà anche altri progetti: “Stoppiamo la nuova scalinata Cernaia (quella alberata), l’intervento della scuola di via Montale, e la aree attigue al museo San Giorgio…Andrà invece avanti invece il restyling di scalinata Quintino Sella.”



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Come si sa, il nostro Comitato, sostenuto da ampi settori dell’opinione pubblica, sta conducendo da agosto una battaglia per la conservazione, la cura e il rinfoltimento dell’attuale alberatura di Scalinata Cernaia: le sophorae japonicae presenti in scalinata, infatti, sono purtroppo da considerarsi a rischio non appena venga attivato il previsto progetto di risanamento della scalinata, che noi per primi, insieme a tutti i residenti, riteniamo assolutamente necessario.
L’amministrazione, nonostante le molte manifestazioni, gli incontri ripetuti e la raccolta di oltre 1000 firme nel giro di poche settimane, non ha voluto dare alcun segno di accoglimento delle nostre richieste circa la salvaguardia e cura degli alberi attualmente in loco, la sostituzione delle sophorae mancanti.

Come a suo tempo fatto presente ai tecnici del Comune va evidenziato che: 
  • gli alberi che eventualmente hanno problemi di stabilità possono essere bonificati con una attenta opera di risanamento e manutenzione periodica (costa meno che sostituirli)
  • la “trincea” prevista da ACAM al centro della scalinata (da 1 x 1 mt) per far passare la fognatura con taglio delle radici degli alberi è assolutamente inutile.  Esistono già (vedi fotografie) due “trincee” ai lati della scalinata (cadauna da 0,7 x 0,8 mt) dove far passare tutte le tubazioni necessarie.   Con risparmio di denaro evitando il taglio delle radici degli alberi e facilitando l’allacciamento ai palazzi lungo i lati della scalinata.

Sappiamo che l’amministrazione ha incaricato una ditta di valutare la stabilità degli alberi, e dobbiamo pensare ne sia risultato che non esistono emergenze di sorta, visto che addirittura vengono rimandati a tempo indefinito gli importanti lavori in agenda. Pare invece più credibile che il minacciato taglio degli alberi non fosse da imputarsi tanto a problemi di stabilità quanto piuttosto all’ “ingombro” che gli alberi avrebbero rappresentato durante i lavori!

Ferma restando la nostra richiesta di difesa e manutenzione degli alberi della Cernaia, ricordiamo al governo locale che sulla scalinata devono essere comunque realizzati una serie di interventi urgenti:
·         Pulizia periodica della scalinata da foglie ed erbe infestanti, e potatura degli alberi
·         Sistemazione delle buche e dei gradini sconnessi
·         Sistemazione delle panchine
·         Potenziamento dell’impianto di illuminazione
·         Regolazione degli scarichi delle abitazioni e delle acque meteoriche

È impensabile che un’amministrazione comunale non provveda al più presto a sanare una situazione in cui l’acqua delle fognature esce a cielo aperto! Si vuole per caso attendere che un bambino o animale domestico prenda l’epatite virale giocando sulla pavimentazione della scalinata?

Non vorremmo che per 5 anni la scalinata fosse abbandonata nel più completo degrado per poi giustificare interventi poco sensati - quali il taglio degli alberi - come inevitabili per sistemare il tutto. Del resto è quello che è avvenuto fino ad oggi: in Cernaia non è mai stato fatto alcun lavoro di manutenzione, né ordinaria né straordinaria, in attesa di fondi pubblici per progetti che rischiano di intaccarne il suo valore storico ed estetico (vedi taglio degli alberi). Ci si domanda se il fine ultimo sia quello di mantenere efficiente la scalinata o non piuttosto di lasciarla nel degrado ed utilizzarla per poi attrarre finanziamenti pubblici.


Foto di Danile Giannetti