martedì 23 novembre 2010

Inaugurazione in Provincia della Mostra “A Spezia come a Montmartre”

Si è svolta Sabato 20 novembre, dalle ore 17 alle 19, l’inaugurazione della mostra delle opere pittoriche e fotografiche realizzate nel corso dell’estemporanea “A Spezia come a Montmartre”, in occasione della riuscitissima festa-dibattito organizzata il 2 ottobre scorso in scalinata Cernaia dal Comitato “Salviamo gli alberi della Cernaia – No al taglio!”
La mostra è visitabile nell’Atrio della Provincia della Spezia, Via V. Veneto 2, fino a venerdì 3 dicembre incluso.

Espongono: Agnese Fabbiani,  Alessandra Cristiani, Beatrice Duce, Carra, Cettina Nardiello, Franco Ortis, Franco Sarzani, Gianni Gozzani, Gio Batta Framarin, Guido Barbagli, Katia Castellani, Maria Chiocca, Marina Passaro, Maurizio Ferruzzi, Maurizio Maggiani, Mira Bellotti,  Nadia Pinzani, Paola Polito, Pinuccia Mazzola, Renzo Daveti, Roberto Venturini, Rosa Maria Santarelli, Stella Sanvitale.





 
A tutti loro, all’Associazione San Martino di Durasca, all’Associazione dei pittori di Cadimare, alla Loggia de’Banchi, alla galleria Hourloupe va il ringraziamento del Comitato.
Alla manifestazione, che ha costituito un’ulteriore occasione di confronto sul tema della ristrutturazione della scalinata Cernaia, hanno partecipato i fotografi e i pittori, e molti cittadini sensibili al tema della salvaguardia del verde urbano. Purtroppo nessun rappresentante dell’Amministrazione è convenuto all’appuntamento.

mercoledì 17 novembre 2010

Invito all’Esposizione “Salviamo gli Alberi della Cernaia" - sabato 20 novembre



Dopo la festa “A Spezia come a Montmartre” organizzata in Scalinata Cernaia il 2 ottobre scorso, dopo la raccolta di oltre 1000 firme nel giro di una sola settimana, e l’apertura di un confronto tra cittadinanza e amministrazione, prosegue l’iniziativa popolare per salvare gli alberi della Cernaia con l’inaugurazione della mostra delle opere pittoriche e fotografiche realizzate durante l’Estemporanea del 2 ottobre.

L’esposizione sarà visitabile nell’Atrio del Palazzo della Provincia, Via V. Veneto 2, da venerdì 19 novembre a venerdì 3 dicembre.

Il vernissage, occasione di incontro e dibattito sul tema dell’assetto arboreo di una scalinata che così intensamente ha ispirato vari artisti della città, si terrà sabato 20 novembre, alle ore 17. Tutta la cittadinanza, gli amministratori, la stampa e altre agenzie di informazione sono caldamente invitati a partecipare a questa ulteriore iniziativa del Comitato “Salviamo gli alberi della Cernaia – No al taglio!

Si informa intanto che dall’analisi tecnica commissionata dal Comitato, come anche da quella in corso da parte del Comune, risulta che gli alberi della Cernaia possono essere salvati. Il previsto progetto sotterraneo, le cui finalità sono giuste e ampiamente condivise, può essere agevolmente realizzato preservando quel che già esiste in superficie, gli alberi, che costituiscono un irrinunciabile patrimonio paesaggistico, storico,  culturale e affettivo.

Il Comitato, nel ribadire che la manutenzione delle sophorae è fondamentale per evitare che l’incuria porti al loro deterioramento e sacrificio, ricorda che già da ora dovrebbero essere praticate la potatura, la disinfestazione e la cura, nonché la pulizia periodica del selciato.

mercoledì 6 ottobre 2010

Resoconto della giornata in scalinata Cernaia del 2 ottobre

Il Comitato “Salviamo gli alberi di Scalinata Cernaia – No al taglio!” ringrazia il migliaio di firmatari della petizione contro il taglio degli alberi e i numerosissimi cittadini convenuti lo scorso sabato 2 ottobre, all’incontro “A Spezia come a Montmartre”, la festa popolare da noi organizzata all’aperto in scalinata Cernaia.  

Il nostro ringraziamento si estende a tutti coloro che hanno aiutato per la sottoscrizione (libreria Contrappunto, Loggia de’ Banchi, Cooperativa Gramigna, estetica Blue Light, bar Trieste, Dott. Frunzo…), alle signore della scalinata per le squisite torte di verdura, torte dolci e focacce gustate in scalinata, all’Associazione Campiglia per i tavoli, le sedie e le bevande, a Giacomo della Loggia per l’impianto voci, alle chitarriste Lucia Rollando & friend, ai tanti artisti (pittori, fotografi, operatori audiovisivi, membri dell’Associazione culturale San Martino di Durasca) venuti ad ispirarsi in scalinata per un’estemporanea di arti varie.

Il Comitato ringrazia i relatori (arch. Roberto Venturini, il naturalista Fabio Giacomazzi, Paolo Canepa della sez. La Spezia della LIPU) e Maurizio Maggiani, Nicola Bracco, Paolo Bracco, l’agronomo Luca Lo Bosco, Bruno Rosaia, Federico Paganini, Simone Argenti del WWF per i loro interventi in difesa degli alberi della Cernaia (e più in generale per una più attenta politica del verde pubblico a Spezia e provincia).

Il Comitato ringrazia il Sindaco Massimo Federici, l’Assessore Cristiano Ruggia e il presidente della Circoscrizione 3, Fabrizio Andreotti, per avere presenziato all’incontro. Il Sindaco e l’Assessore Ruggia hanno illustrato la posizione dell’Amministrazione circa il previsto progetto di riqualificazione della scalinata. Il Comitato prende atto che l’Amministrazione non è dichiaratamente in grado, al momento, di presentare né tanto meno discutere un progetto, in quanto sarebbe ancora in attesa di rapporti tecnici e agronomici.


Il dott. Luca Lo Bosco, tecnico agronomo incaricato dal Comitato di analizzare lo stato della vegetazione di scalinata Cernaia e di studiare soluzioni per preservarne l’alberatura, ha prodotto un rapporto da cui si evince che, qualunque siano i lavori di risanamento da effettuarsi sotterraneamente, gli alberi possono essere salvati in ogni caso, con vari procedimenti che nel complesso sarebbero più economici della sostituzione degli alberi attuali con esemplari analoghi. A questo proposito è opportuno considerare che, come sancito dalla Cassazione, il valore di una pianta è dato non soltanto dall’intrinseco valore agronomico, ma anche da quello ambientale, storico e, non ultimo, affettivo.


Il Comitato attende con fiducia le indagini degli esperti, ma ribadisce il proprio impegno e la propria vigilanza, proponendosi come imprescindibile interlocutore nelle fasi di elaborazione e autorizzazione del futuro progetto.


Il Comitato chiede che il progetto punti a:
  • rivalutare la scalinata preservandone le caratteristiche e la funzionalità, con l’utilizzo di materiali idonei, rispettosi del progetto originario
  •  salvaguardare le attuali alberature e la loro importante funzione idrogeologica, anche perché i previsti interventi ACAM non inciderebbero in alcun modo sull’assetto radicale ed escludono di per sé il taglio preventivo delle sophorae japonicae.
A illustrazione del progetto originario, si informa la cittadinanza che in un verbale comunale del 26 settembre 1903 si legge, a proposito della Cernaia e della Spallanzani, quanto segue: “considerato che la detta pavimentazione [= ciottolato] richiede una maggiore spesa di manutenzione per la facilità di infossamenti o movimenti di ciottoli”, si ritiene che “ad ovviare tali movimenti occorre modificare il primitivo progetto 3 Febbraio 1903 e sostituire al ciottolato nei marciapiedi delle lastre di arenaria che rendano più comoda e facile la viabilità”. Lo stesso documento prosegue precisando che “nell’occasione è opportuno collocare nelle due vie un doppio filare di alberi per sostenere le terre ed ombreggiare le strade nella stagione estiva”. Togliendoci poi ogni dubbio circa la datazione dell’attuale assetto della scalinata, il verbale conclude: “ritenuto che nel corrente bilancio non è più disponibile alcuna somma con cui far fronte al maggior importo dei nuovi lavori [3105,00 lire], e quindi è consigliabile far luogo alla esecuzione di essi, salvo effettuarne al pagamento nel venturo esercizio provvedendo fin d’ora al relativo stanziamento nel bilancio 1904, il che fa della scalinata Cernaia un monumento ultracentenario, da preservare.


Il Comitato precisa che la petizione prosegue, e che la raccolta delle opere ispirate alla Cernaia (dipinti, foto, video) dovrà essere completata entro il 30 ottobre, allo scopo di organizzare mostre collettive cittadine (presso Loggia de’ banchi e Hourloupe).


I cittadini ed i residenti in scalinata sono accorsi numerosi con i loro bambini, cani, amici ..










I pittori ed i musicisti hanno dato vita ad un'estemporanea a cielo aperto







Di seguito le opere realizzate e già consegnate

Acquarello - Carra

Cartoncini - Benzo (Renzo Daveti)


Rosa Maria Santarelli

Maria Chiocca

Gianni Gozzani (Assocazione Cadimare)

Alessandra Cristiani

Guido Barbagli

Marina Passaro

Marina Passaro

Gio Batta Framarin

>>> Video dell'intervento di  Interventi Maurizio Maggiani

sabato 25 settembre 2010

"Altolà al taglio degli alberi storici" - Una petizione popolare per salvarli


>>> Clicca sull'immagine per leggere l'articolo pubblicato il 23 settembre sul quotidiano La Nazione

"Lavori di riqualificazione nella scalinata Cernia" - Le precisazioni dell’Amministrazione

Comune della Spezia
UFFICIO STAMPA
                                                                  
COMUNICATO STAMPA

 
Lavori di riqualificazione nella scalinata Cernia
Le precisazioni dell’Amministrazione

La Spezia, 23 settembre – “In questi giorni sui  media locali è apparsa la notizia dell’avvio di una raccolta di firme contro il taglio degli alberi di Scalinata Cernia. Teniamo a fare alcune precisazioni per chiarire come si sta muovendo l’Amministrazione riguardo al progetto di riqualificazione della scalinata.
Il progetto di recupero e riqualificazione della scalinata Cernia è un intervento molto atteso sul quale il Comune della Spezia è riuscito ad ottenere i finanziamenti all’interno del progetto “ Centro Città” finanziato con i fondi Regione Liguria. La scalinata Cernaia è, infatti,  tra le scalinate storiche della nostra città,  una tra le più importanti sia per la sua ubicazione che per la sua valenza architettonica.
Attualmente presenta una serie di problematiche legate allo stato della pavimentazione, all’assetto vegetazionale, alla rete dei sottoservizi e alla pubblica illuminazione.

Come noto, nella scalinata ci sono 42 alberi della specie Sophora japonica della famiglia delle acacie. Gli alberi sono stati messi a  dimora  nel dopoguerra. Prima di arrivare alla definizione del progetto, abbiamo deciso di effettuare valutazioni e indagini per verificare lo stato di salute, la stabilità e la compatibilità delle alberature stesse con interventi di riqualificazione che riguarderanno la rete della fognatura, del gas e dell’acqua, il potenziamento della pubblica illuminazione, e delle linee elettriche,  la sistemazione della pavimentazione e gli elementi di arredo. Per questo motivo abbiamo affidato  ad un’impresa specializzata l’incarico di effettuare  una valutazione di stabilità che sarà condotta con l’applicazione del metodo VTA (Visual Tree Assessment) secondo il Protocollo ISA  (International Society of Arboricolture).
Nel contempo, per quanto concerne la rete fognaria, stiamo  procedendo con il gestore ad una attenta valutazione dello stato delle reti e della compatibilità degli interventi previsti con le alberature esistenti. Solo ed esclusivamente al termine di queste indagini, valuteremo le modalità migliori per riqualificare il verde della Scalinata. Progetto che sarà condiviso con la Circoscrizione e la popolazione.”
 
Maurizio Graziano – assessore ai lavori pubblici
Cristiano Ruggia – assessore al verde urbano
Fabrizio Andreotti – presidente della III Circoscrizione

martedì 21 settembre 2010

Che città vogliamo?

Oggi (20 settembre 2010) è apparso su “La Repubblica” un bellissimo articolo di Enrico Franceschini, “La strada globale”, che - non casualmente, perché vuol dire che certe riflessioni sono nell’aria - esprime e sviluppa brillantemente i contenuti di una chiacchierata che poche sere fa ho avuto con alcuni amici, a commento di molti progetti già realizzati e altri al vaglio da parte degli amministratori di molte città italiane, e fra queste anche la nostra, La Spezia.

Scrive Franceschini che “le città occidentali stanno subendo un processo di clonazione che ne cancella gradualmente ogni segno di diversità, originalità, autenticità” e, dalle stesse pagine, rincara la dose Franco La Cecla nel suo articolo“Main street boutiquizzate. Così le città sono meno libere”, quando osserva: “C’è un terribile errore di fondo, quel credere che il consumismo sia l’unica attività pubblica concessa. Senza togliere nulla al consumismo che può essere divertente, la vita dei cittadini è qualcosa di molto più ricco e interessante, non solo l’illusione di vetrine che da sole non creano socialità”.

Le città sono sempre più uguali (come i Club Med e le varie Disneyland) e il rischio è che le specificità culturali e di stili di vita vengano sacrificate a vantaggio di un “paesaggio” urbano che forza i cittadini a comportamenti stereotipati, diseducandoli per di più al piacere della diversità.
Tutto si omologa (si “clona”. come scrive Franceschini) e anche la nostra città ha sacrificato alla “post-post-modernità” la specificità storica e culturale della sua piazza del mercato,  di Piazza Brin e, ben presto, di Piazza Verdi. Tra onde di cemento che grossolanamente alludono al mare, pavimentazioni grigio-perla di false pietre simil-antico, “giochi stereometrici, di carattere classico” e quant’altro, ci troveremo a muoverci in un tessuto urbano dove ci sentiremo finalmente (sic!) cittadini del mondo! Andremo sempre più lontano per trovare le radici di altri popoli, meno industrializzati, meno corrotti nel gusto e negli stili di vita. Andremo a cercare dei veri mercati provando a dimenticare per un po’ l’umiliazione dei “centri commerciali” che nascono ovunque come funghi, anche in città dove la gente – per la crisi economica – è costretta a tirare dignitosamente la cinghia, inciamperemo in qualche sasso di troppo, in una buca a sopresa, come avviene anche nelle nostre nuovissime città, ma almeno sarà un’esperienza culturale, che ci riporterà all’idea che quel che c’è si può anche conservare. Basterebbe un po’ più di amore e di orgoglio identitario per preservare, riparare, valorizzare, invece che fare “piazza pulita”!

Come si legge sui giornali, è in corso una polemica sulla gestione del verde pubblico da parte dell’Amministrazione spezzina: i portavoce comunali si difendono protestando il loro amore per il verde, e ne prendiamo atto. Grazie anche all’azione del “Comitato Salviamo gli Alberi della Cernaia” (composta da privati cittadini e apartitico), è però ormai di dominio pubblico che l’annunciato progetto di riqualificazione di Scalinata Cernaia (che, corre voce, potrebbe interessare anche Scalinata Spallanzani) prevede anche il sacrificio di molti alberi (ca. una sessantina soltanto nella Cernaia) e una non ben precisata nuova “pavimentazione”. Finiremo col vedere un modellino virtuale della scalinata dove il posto degli alberi è indicato da una piccola icona verde: e questo, per un luogo cittadino dove attualmente il verde la fa da padrone?

Non sono un tecnico, ma tengo ad attirare l’attenzione dei miei concittadini su questo genere di problematiche, e a ricordare, per la discussione che spero ne scaturirà, il fatto che l’attuale assetto di Scalinata Cernaia, così com’è, regna da decenni (quasi un secolo) non solo nel nostro immaginario ma anche in quello dei tanti turisti che ne portano a casa la fotografia come souvenir di viaggio. Se andiamo a Parigi, noi stessi, fotografiamo Montmartre o una scalinata qualunque?

Voglio dire: abbiamo la consapevolezza e la maturità per capire che non si può tutto omologare, disciplinare, regolarizzare (leggi: banalizzare), che dobbiamo farci carico anche delle “stranezze”? che dobbiamo investire energie e meritare la scomodità di una cosa bella, di una meraviglia da preservare? Certo, qualche alberello “urbanizzato”, qualche olivo o palma in vaso di coccio è un più facile “arredo urbano”, ma noi in Cernaia abbiamo la NATURA e, come ben suggerisce l’arch. Roberto Venturini in una lettera che sta girando in rete, meglio sarebbe allora non fare gli ipocriti e sostituire le sophorae japonicae con alberi di plastica!

Parliamone, volete?
                                                                                                          Paola Polito