giovedì 18 aprile 2013

Salviamo la Scalinata Cernaia un monumento unico nella nostra storia un prezioso BENE COMUNE

 La Cernaia venne costruita nel 1904 e alberata l’anno successivo con le sofore japoniche che ancora oggi si possono vedere per «sostenere le terre e ombreggiare le strade nella stagione estiva». È l’unica scalinata così antica che non ha subito modifiche strutturali (come la costruzione dei rifugi antiaerei), ed è rimasta perciò come era in origine. Essendo stata poco curata negli ultimi vent’anni, necessita di interventi di restauro e risistemazione del piano di calpestio, nonché di cura dei 43 alberi oggi viventi che, a causa di tagli e potature sbagliate e dell’incuria subiti negli scorsi anni, presentano varie problematiche.

 Cosa propone il Comitato:
• Restauro della scalinata storica che, per la sua antichità, è sottoposta al Codice dei Beni Culturali che ne vincola sia gli alberi, che le parti costruite in pietra, gli arredi e le ringhiere in ferro battuto, le rampe a tenaglia, ecc., che non vanno in alcun modo rimosse e/o sostituite ma restaurate. Va detto che questa procedura è prevista dalla legge e che la Soprintendenza, che ha rilasciato un’autorizzazione per restauro, avrebbe l’obbligo di controllare e prescrivere financo le tecniche da utilizzare. Purtroppo recenti lavori su un’altra scalinata storica (Quintino Sella) da cui sono state persino asportate le ringhiere d’epoca, anch’esse vincolate, ci fa dubitare che tale controllo sia efficace. Sulla Cernaia vorremmo che venisse seguito l'esempio di Montmartre (Parigi), dove percorsi, che non hanno nulla da invidiare ai nostri, sono valorizzati, arredati con panchine e lampioni adeguati ed agli alberi viene fatta una manutenzione periodica.
• Manutenzione e potatura degli alberi, cura degli esemplari danneggiati dalle errate potature, abbattimento degli alberi pericolanti. Riguardo allo stato delle soforae, è bene sapere che, come risulta dalla perizia richiesta dal Comune stesso, sono assolutamente sani, in quanto classificati B e C, 17 alberi, mentre sono catalogati nella classe critica D 19 alberi, di cui però ben 9 non presentano alcuna compromissione di colletto o decadimento della ceppaia. Ci sono poi 7 esemplari classificati C-D (con valori strumentali anomali ma non critici) e tra questi figurano 2 esemplari, con circonferenza superiore ai 2,2 metri, che andrebbero curati già solo per il loro carattere storico e per i quali abbiamo chiesto a giugno 2012 l’iscrizione nel registro regionale degli alberi monumentali. Gli alberi non curabili andranno sostituiti con altri di uguale essenza per mantenere l’assetto del doppio filare, che va ripristinato su tutta la scalinata. 
• Realizzazione della fognatura per l’allaccio di 14 palazzi non collegati, con l’utilizzo dei cunicoli laterali esistenti, coevi della scalinata, che risultano idonei al passaggio della fognatura, il cui allaccio ai condomini privati sarebbe economico e il percorso dei tubi breve.

 Cosa prevede il progetto del Comune:
• Smantellamento e rifacimento della scalinata storica con realizzazione di uno scavo centrale di 1,2 mt e conseguente taglio di tutte le radici (e dunque) degli alberi esistenti, asportazione di tutte le piastre di arenaria, travertino, ecc, e delle ringhiere in ferro battuto, nonché degli arredi più recenti (panchine, lampioni, cestini) con riutilizzo soltanto di quei componenti in pietra che risulteranno idonei. Nel tunnel centrale passeranno le fognature, che andranno poi collegate lateralmente ai palazzi privati, con tubi di discreta lunghezza e allaccio più oneroso rispetto alla soluzione proposta dal comitato. Non sappiamo perché sia stata adottata questa scelta dato che i tecnici ACAM, in colloquio pubblico, hanno dichiarato di non aver valutato i tunnel laterali perché il Comune non ha richiesto che il progetto venisse realizzato salvaguardando le radici degli alberi. Inoltre, non risultano ancora realizzati i progetti esecutivi, nonostante la partenza dei lavori sia stata già annunciata, per cui non è possibile verificare che la normativa venga rispettata; non si sa che aspetto avrà la scalinata, quali e quanti tra i materiali esistenti verranno utilizzati per ripavimentare, e come sarà arredata.
• Espianto di 10 alberi soltanto sui 43 attualmente viventi, con taglio dell’80% delle radici e della chioma (vd. comunicato del Comune del 4/3/2013). L’espianto dovrebbe essere finalizzato al reimpianto, tra 1 o 2 anni, a lavori ultimati, ma autorevoli pareri (prof. Milazzo) sconsigliano tale pratica su esemplari di quest’età e soprattutto in questa stagione per la sopravvivenza stessa delle piante, che in ogni caso non è garantita.  Tutti gli altri alberi (33) verranno tagliati, compresi 7 valutati dalla perizia del Comune stesso come assolutamente sani,  lasciando però le radici tagliate nel terreno. Poiché le radici di questi alberi si estendono notevolmente oltre l’ampiezza della chioma, è ovvio che in molti casi esse siano estese sin sotto le fondamenta delle abitazioni private che sorgono ai lati della scalinata. Tagliare gli alberi, lasciando nel terreno le radici, comporterà nei prossimi anni la marcescenza delle radici stesse con probabile sprofondamento del terreno e della “nuova” scalinata, oltre ai danni portati alle abitazioni circostanti. Non risulta sia stata realizzata una perizia idrogeologica preventiva per i nuovi lavori pur essendo la scalinata posta su area collinare ed essendo il sottosuolo ricco di corsi d’acqua canalizzati e non.
Inoltre, poiché le piante storiche (tutelate tra l’altro da un’altra legge, del gennaio 2013, appena entrata in vigore) sono beni comuni di grande valore, chi pagherà per i danni al verde pubblico causati dall'errata manutenzione? Una sofora di 30 cm di diametro  - dunque di molto inferiore a quelle della Cernaia – ha un valore di 700,00 euro; quanto valgono dunque i nostri 43 alberi storici?
 Sono stati valutati i danni che la mancata tenuta del terreno da parte delle radici e la successiva marcescenza delle stesse provocherà?
 Come pensa il Comune di garantire i residenti da eventuali problemi causati dai lavori alla stabilità delle abitazioni che sorgono lungo la scalinata, data l'estensione delle radici?

 Comitato Salviamo gli alberi della Cernaia. No al taglio!

lunedì 1 aprile 2013

Cernaia: una scalinata storica alla Spezia che verrà cancellata nel 2013


Irene Giacché, editore


Nella ex-Germania Est nelle città vuote, in cui non c’è anima viva in giro, si notano le piazze nuove di zecca, appena ristrutturate con i fondi europei.
Alla Spezia i residenti si chiedono se sia questo il loro destino dato che anche qui, zona depressa con disoccupazione a livelli da sud Italia, l’amministrazione comunale ha appena decretato il via a imponenti lavori di rifacimento delle piazze, scalinate e viali storici, che verranno smantellati e ripavimentati con i fondi della Ue. Ma è proprio necessario?
Un caso su tutti: la Scalinata Cernaia. Per anni il “Comitato di difesa della Cernaia” ha tentato di ottenere solo il restauro conservativo e non lo smantellamento della più antica scalinata storica della città costruita nel 1904 e alberata l’anno successivo con le bellissime piante centenarie che si possono vedere ancora oggi.
 
La scalinata, pavimentata sulle fasce laterali in pietra locale (arenaria), scolpita a mano, presenta a tratti delle possenti rampe a tenaglia, ammirate dai turisti che vanno al castello e che la percorrono d’estate per cercare un po’ di refrigerio sotto gli alberi. E proprio a tale scopo l’amministrazione del 1904 decise di alberarla: per ombreggiare la scalinata nella stagione estiva oltreché per “tenere su il monte”.
Queste motivazioni: “ombreggiare” e “tenere su il monte” non sembrano motivazioni importanti per i nostri amministratori ed per i brillanti tecnici che li consigliano, se con insistenza hanno ribadito l’intenzione di smantellare completamente l’opera e “rimontarla” (tecnica che non mi pare possa definirsi come restauro), oltreché di abbattere tutti gli alberi centenari esistenti.
 
Questo nonostante la scalinata sia vincolata dallo Stato con legge apposita (Codice dei Beni Culturali) perché ultrasettantenne, che prevede in questi casi il solo restauro e non lo smantellamento dei gradini o degli alberi. Peraltro, un’altra legge la vincola sotto il profilo paesaggistico e un’altra ancora sotto quello idrogeologico (e nemmeno a tal riguardo risulta sia stata fatta alcuna perizia, sebbene prevista per legge, nonostante la nostra regione abbia anche recentemente dimostrato tutta la sua fragilità sotto questo profilo).
 
Va detto anche che, per chi ci abita, la prospettiva del taglio di tutti gli alberi e relativo abbandono in loco delle radici, che marciranno creando uno sprofondamento del terreno, è assai preoccupante per quanto riguarda la stabilità delle case private! A gennaio, infine, se n’è aggiunta una quarta, di legge, che salvaguarda gli “alberi in filare nei centri urbani”.
 
Il “Comitato Cernaia”, composto da cittadini innamorati della città storica, ha cercato soluzioni tecniche alternative arruolando fior di consulenti, storici, paesaggisti, ingegneri, architetti e non ultimo il comandante regionale della Forestale, tutti concordi nel dire che la soluzione dello smantellamento è illegittima e che le nostre proposte erano non solo fattibili ma soprattutto auspicabili ed avrebbero salvato un monumento unico nella nostra storia.
 
Ma nell’attesa di esser ricevuti dai tecnici, per l’incontro promesso, si scopre che il comune ha già transennato l’area e annuncia l’inizio dei lavori di smantellamento della scalinata. Una parte importante della storia spezzina viene così cancellata per sempre e stavolta non ci sono scuse: infatti non si tratta dell’espansione urbana ottocentesca, né della ricostruzione dopo i bombardamenti del ‘45. Uno dei monumenti più amati e cari agli spezzini, sparirà dunque per sempre nonostante i numerosi vincoli, nonostante la tutela che la Soprintendenza avrebbe dovuto esercitare per conto dello Stato.
Alla faccia della promozione culturale e turistica del territorio con cui tutti gli amministratori si riempiono la bocca salvo poi in concreto fare “tabula rasa” dei monumenti storici!
 
 
 
 
Ho letto - ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici vicesindaco Cristiano Ruggia - l’intervento dell’editore Irene Giacché.


Scalinata Cernaia non morirà grazie al nostro intervento. Chi, invece, vuole fermare la riqualificazione, condanna questo scorcio così pregiato di città a una fine inevitabile. Verrà salvato dal degrado in cui versa da troppo tempo con un intervento qualificante e rispettoso della sua storia, proprio quella che ci ricorda l’editore Giacché nelle sue pubblicazioni che anche noi apprezziamo nel contenuto e nello spirito. Non è un caso che la Soprintendenza competente per i beni architettonici e per il paesaggio si sia espressa positivamente con il suo vincolante e prescrittivo parere in merito.
 
Negli ultimi tre anni, come testimonia la stessa Giacchè, c’è stato un confronto serrato con i cittadini, quelli contrari e quelli a favore del progetto. Abbiamo incontrato residenti, cittadini, il Comitato. Ci siamo messi a disposizione per individuare soluzioni che andassero incontro anche alle preoccupazioni per la salvaguardia degli alberi. Infatti, con i nostri tecnici che in ogni fase hanno seguito con impegno e professionalità il progetto, abbiamo deciso di fare un’operazione, peraltro più costosa, che consente di salvare le uniche dieci piante di sophora giapponese non pericolanti. Quindi sugli alberi salviamo il salvabile e manterremo inalterata, come richiesto dal Comitato stesso, l’essenza che caratterizza la scalinata, piantumando anche nuovi esemplari.
 
L’intervento su Scalinata Cernaia, dunque, restituirà la dignità che merita a un luogo così bello e storico della città. Un bene di straordinario valore storico, architettonico, urbanistico e paesaggistico. Aver pensato di inserire nei progetti POR questo, come altri interventi su luoghi simbolo della nostra storia, a partire da quello sugli ex vivai dove sorgeranno i nuovi orti di San Giorgio e un grande parco urbano, è frutto di un amore per riscoprire e vivere fino in fondo la bellezza che la nostra città è capace di dispensare”.


sabato 9 febbraio 2013

Progetto Scalinata Cernaia: una istruttoria contro il Codice del Paesaggio!

"Con le note che seguono descrivo i limiti procedimentali ed istruttori relativi alla approvazione del progetto di “riqualificazione” della scalinata Cernaia. Anche in questo caso come per il progetto di P.za Verdi emergono superficialità istruttorie e profili di illegittimità nella azione del Comune e delle Soprintendenze, in particolare quella ai Beni Architettonici e Paesaggistici..." >>> leggi tutto
Dal Blog "Note di Grondacci"

Approvata in senato una legge per la tutela degli alberi secolari


lunedì 14 gennaio 2013

Consiglio Comunale lunedì 14 gennaio

Durante il consiglio comunale del 14 gennaio, che si terrà alle ore 21, verrà discusso il progetto di "Restyling" di Piazza Verdi.
L'incontro sarà anche l'occasione per evidenziare la "discutibile" gestione del verde pubblico da parte della nostra amministrazione. In particolare i casi di Viale Amendola, dove si stanno tagliando platani centenari e sani, per realizzare parcheggi e della Scalinata Cernaia. Siete tutti invitati a partecipare per far sentire il  vostro dissenso sui progetti in questione.

domenica 13 gennaio 2013

"Così si tradisce la storia"

Riportiamo un recente articolo del Secolo in cui è stata pubblicata la lettera di Paola Polito.
Come leggerete il problema del taglio indiscriminato di alberi centenari riguarda, non solo la scalinata Cernaia, ma anche i platani di Viale Amendola e i pini domestici di Piazza Verdi.




Clicca sull'immagine per leggere l'articolo

domenica 24 giugno 2012

Gli alberi classificati C-D in Scalinata Cernaia: che fare?

La Demetra Coop. Soc. a r.l. – Via Visconta, 75 - 20045 Besana Brianza (MI), incaricata oltre un anno fa dal Comune della Spezia di monitorare col metodo VTA (Visual Tree Assessment) gli alberi di Scalinata Cernaia, ha classificato gli alberi del sito secondo le categorie sotto esposte. Ferma restando la necessità di sopprimere, a quanto pare, e SOSTITUIRE, le piante in categoria D, non si vede per quale motivo l’Amministrazione intenda sopprimere anche le piante in categoria C-D, forse perché – avendo colpevolmente fatto trascorrere oltre un anno dal monitoraggio e non avendo provveduto al necessario lavoro di potatura e messa in sicurezza delle piante - ritiene che tutti gli alberi C-D siano nel frattempo passati alla categoria sottostante? Desumo il prossimo taglio degli alberi in categoria C-D dal fatto che non siano stati contrassegnati dal bollino rosso salva-vita fatto apporre dal Comune sugli alberi che scamperanno alla strage.

Failure Risk Classification:
A
Vengono inseriti in questo gruppo tutti i soggetti che non manifestano difetti di forma, degni di nota, riscontrabili con il V.T.A., né significative anomalie rilevabili strumentalmente. I rischi di schianto e caduta sono legati ad eventi statisticamente non prevedibili.
B
Su queste piante l'osservazione visiva (V.T.A) e l’indagine strumentale hanno rilevato lievi difetti di forma e piccole anomalie strutturali. I rischi di schianto e caduta sono riconducibili a quelli gruppo A, tenendo presente che i lievi processi degenerativi e le anomalie morfologiche possono aggravarsi nel tempo.
C
In questi soggetti si sono rilevati significativi difetti di forma e/o strutturali verificabili strumentalmente. Si prevede un ulteriore aggravamento delle anomalie riscontrate nel breve periodo. Questi alberi potranno passare in una categoria di rischio statico più elevata.
C-D
In questa categoria vengono inserite le piante che presentano gravi difetti a livello morfologico e\o strutturale. L’abbattimento di questi soggetti può essere evitato intervenendo con opportune operazioni finalizzate alla messa in sicurezza degli stessi (riduzione della chioma, consolidamento, etc...).In mancanza degli interventi sopra citati la pianta è da ascriversi tra i soggetti di classe D.
D
Fanno parte di questa classe tutte le piante che per difetti morfologici e strutturali riscontrati devono ascriversi alla categoria statisticamente ad alto rischio di caduta e schianto. Per questi soggetti la cui prospettiva di vita è gravemente compromessa ogni intervento di risanamento risulterebbe vano. Le piante appartenenti a questo gruppo devono essere sostituite.

L’art. 9 della Costituzione e Scalinata Cernaia

Sono uscita arricchita e con la mente in fermento dalla bella conferenza del Prof. Salvatore Settis, “Democazia e/è territorio”, tenutasi al Centro Allende stamattina alle 11:00, nel quadro della manifestazione “Parole di Giustizia”, che è in corso alla Spezia.

Il prof. Settis ha ribadito la complessità della nozione di Paesaggio (indissociabile da quelle di Territorio e Ambiente), l’essere il Paesaggio un bene comune da preservare e tutelare nella sua dimensione storica anche per le generazioni future, e ha sottolineato la difficoltà di difendere tali diritti a causa della giungla legislativa e amministrativa italiana, che vede tra l’altro ministeri e istituzioni diversi non collaborare ma spesso confliggere nei compiti di tutela sanciti dalla nostra Costituzione. L’art. 9 recita infatti: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

Alcuni dati forniti da Settis, come ad esempio il fatto che, a fronte di una natalità dello 0,4%, nel nostro paese si edifichino in media 161 ettari al giorno, con una mole annuale di cementificazione che equivarrebbe a un appartamento di 38 vani per ogni nuovo bambino, fanno capire che il territorio è erroneamente inteso come una risorsa passiva, inesauribile, mentre noi sappiamo che così non è: viviamo in territori sempre più urbanizzati, omologati, de-storicizzati, scempiati. Se tanto dissennato edificare non è riuscito a salvare la nostra economia, significa – osservava Settis - che l’edilizia non è un motore economico, anche perché essa serve in molti casi a provocare soltanto benefici fiscali, ad alimentare clientelismo, corruzione e connivenze mafiose, restando poi clamorosamente invenduta, vuota, inutilizzata. Solo una democrazia reale, l’esercizio di una cittadinanza attiva possono in qualche modo tentare di imporre un cambiamento.

I cittadini devono vigilare ed esprimere la loro volontà. Settis ha ricordato un nostro padre Costituente, Giuseppe Dossetti, il quale, non ancora sacerdote, lottò senza successo per includere tra gli articoli della nostra Costituzione quello che doveva essere l’art. 3 e che così recitava:  “La resistenza, individuale e collettiva agli atti dei pubblici poteri, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino. È questo l’abituale principio della resistenza, logico corollario dei due articoli precedenti.”

La  resistenza collettiva di fronte alle violazioni di quanto garantito dalla Costituzione, quindi anche della tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, è un irrinunciabili diritto-dovere di ognuno di noi.

E adesso parliamo di cose nostre: nella nostra città è stata approvata dal Comune una delibera di rifacimento delle scalinate Quintino Sella e Cernaia, con stanziamenti di 200,00 € per la prima e 600,00 € per la seconda. Quella della Cernaia è una splendida scalinata del 1904, con alberi storici di rara bellezza. Se ne prevede lo scoperchiamento totale e il rifacimento, se pure con l’assicurazione di riutilizzo (per quanto possibile) dei materiali esistenti. L’opera prevede anche l’abbattimento degli alberi (quasi tutti!) e la loro sostituzione con giovani esemplari. Il Comitato “Salviamo gli Alberi della Cernaia”, costituito da semplici cittadini, ha più volte manifestato il suo dissenso, chiedendo che gli alberi vengano piuttosto messi in sicurezza, dove necessario, per rispetto alla loro storicità e monumentalità, ma ci stiamo scontrando contro un muro di gomma.

E come confidare che i lavori di “rifacimento” vengano eseguiti nel pieno rispetto delle caratteristiche attuali, risalenti a inizio Novecento, quando (tanto per fare un esempio) - passando da via Prione davanti alla costruenda Scalinata Quintino Sella - si può “ammirare” il nuovo muretto corrimano di destra, realizzato con un finissage di arenino, rasato ben bene e di colore bianco? Edilizia spicciola e pasticciona, a fronte del vecchio muro di sinistra (passate a dirgli addio prima che sparisca!) che ha l’unico “difetto” di testimoniare il trascorrere del tempo, di parlare del passato. Ma la memoria forse fa male ed è meglio circondarci di scenari anonimi, omologati, insignificanti, intorno a quali è impossibile ricostruire un senso di appartenenza. Forse è questo che ci volevano dire parlando di Spezia come “città che diventa grande”? Spazzare via ogni traccia del passato? Rifare invece di restaurare?

Molti cittadini hanno già il dente avvelenato per la sostituzione della tettoia Liberty di piazza del mercato con l’obbrobrio mastodontico che offende i nostri occhi ogni giorno, per Piazza del Bon privata della sua ombra e ridotta a una maquette da scenarietto virtuale (vengano i nostri amministratori, a ferragosto, ma in minigonna o in calzoncini corti, a sedersi sulle panchine a strisce metalliche, e faranno la fine di San Lorenzo sulla graticola, visto che sono stati scelti appositamente alberi senza chioma!), e per molte altre “grandezze” (da una parte le Terrazze, dall’altra il manifesto gigante della Confcommercio a difesa dei piccoli commercianti…; per non parlare della grande “spada” sproporzionata del molo Mirabello che ci ha privato per sempre della percezione del braccio destro della costa e che offende di notte, con le sue luci oscene, il buio del golfo, forse l’ultimo residuo di poesia dei luoghi che ancora rimaneva alla città).

Dicevo: molti cittadini hanno già il dente avvelenato. Credo che (anche) sulla Cernaia si giochi la credibilità dei nostri amministratori e tecnici circa la “Tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico” garantita dall’art. 9 della Costituzione: c’è da auspicare che la cittadinanza vigili affinché questo pezzo della nostra storia rimanga tale e non si trasformi in un insulso rifacimento post-moderno.
Paola Polito
Comitato “Salviamo gli Alberi della Cernaia. No al taglio!”

venerdì 30 marzo 2012

La Cerniaia: un prezioso bene comune

Il recente articolo “Condannate a essere abbattute le piante di via Cernaia”, apparso sul Secolo XIX, ha avuto il merito di riproporre alla cittadinanza il tema cruciale della politica del verde urbano alla Spezia, additando alla pubblica attenzione il carattere radicale che, con una delibera ad hoc, la nostra amministrazione comunale vorrebbe dare al programmato “rifacimento” della storica scalinata Cernaia.

Come Comitato “Salviamo gli alberi della Cernaia – No al taglio!” crediamo necessario fare alcune importanti precisazioni, onde fornire un quadro il più possibile documentato e corretto della situazione della Cernaia.

Già il 6 gennaio 2012 il Comitato pubblicò sul proprio blog, e inviò alla stampa, il resoconto dell’incontro con l’Amministrazione, durante il quale si erano chiarite le rispettive posizioni e si era giunti ad un accordo, da ridiscutere dopo il previsto sopralluogo con i tecnici del Comune per verificare quanto ipotizzato.

Premesso che, sin dall’origine, gli alberi della scalinata Cernaia sono stati, sono e hanno da essere (anche in caso di reimpianto) del tipo Sophora Japonica, caratterizzante l’arredo urbano di molte città di fine ottocento-inizi novecento, la perizia realizzata dalla ditta milanese DEMETRA (novembre 2010) sullo stato delle piante esistenti - con particolare riferimento alla loro stabilità (VTA) - appurò il deterioramento di un certo numero di piante, derivato da mancata manutenzione e ferite da potature errate, e classificò gli alberi presenti in 4 categorie: B, C, CD e D (quest’ultima riferita ad alberi con estrema propensione al cedimento).

Alla luce della perizia, il Comitato concordò con l’Amministrazione di: salvare il maggior numero di alberi, con messa in sicurezza e sfoltimento (piano a zig-zag per le piante nuove, senza però sacrificare a questo scopo le piante sane attualmente in loco);  mantenere nelle parte centrale della scalinata il fondo di terra, con uno strato drenante di ghiaino destinato all’assorbimento dell’acqua (come tra l’altro previsto all’origine); procedere ad una riqualificazione concordata dell’arredo della scalinata (panchine, illuminazione, corrimano); verificare la possibilità di utilizzare i due cunicoli laterali per il passaggio (e collegamento agli edifici) dei servizi, fognature, acqua, gas, ecc., evitando di procedere alla realizzazione di una “trincea” profonda e centrale che potrebbe pregiudicare (con il taglio delle radici) la sopravvivenza degli alberi esistenti.

Quanto allo stato delle sophorae, è bene sapere che, come dalla perizia richiesta dal Comune stesso, sono assolutamente sani, in quanto classificati B e C, 17 alberi, mentre sono catalogati nella classe critica D 19 alberi, di cui però ben 9 non presentano alcuna compromissione di colletto o decadimento della ceppaia. Ci sono poi 7 esemplari classificati C-D (con valori strumentali anomali ma non critici) e tra questi figurano 2 esemplari centenari, con circonferenza superiore ai 2 metri, che meriterebbero di essere curati e messi in sicurezza già solo per il loro carattere storico e ambientale.

Nel suo rapporto, la ditta Demetra sosteneva con particolare forza la necessità di “interventi ordinari di potatura e mantenimento sugli alberi per impostare la ricostituzione delle chiome fortemente capitozzate ed il mantenimento in forma contenuta”, ed elencava chiaramente le modalità di intervento da rispettarsi durante i lavori previsti: distanza minima di 3 metri per gli scavi, rifilatura dei tagli radicali eventualmente inferti, deviazione delle derivazioni fognarie interfaccianti l’apparato radicale, protezione della parte basale del tronco con materiali che evitino lesioni meccaniche dei tessuti legnosi, mantenimento di discrete condizioni di umidità per le radici esposte, evitare deposito di materiali in prossimità degli alberi, intervenire con concimazione e micorizzazione a fine lavori.

Il Comitato chiede pertanto che l’Amministrazione segua le indicazioni dei periti e, tanto per cominciare, proceda immediatamente alla potatura di tutti gli alberi della Scalinata Cernaia, visto che nella Spallanzani, in via Garibaldi e in altri luoghi sono già state praticate cospicue potature.

Oltre al loro pregio estetico e salutistico (la sophora non è allergenica), le sophorae hanno anche un valore economico: infatti, una pianta di 30-35 cm di circonferenza-tronco è in vendita a 400,00 € (figuriamoci il valore di un esemplare con oltre 2 metri di circonferenza!)

Il Comitato non recede nel pretendere il mantenimento delle caratteristiche storiche, architettoniche ed arboree della Scalinata Cernaia, che è una ricchezza per tutta la città, un prezioso bene comune. E invita fermamente l’Amministrazione  a non disattendere quanto concordato.

Il Comitato “Salviamo gli alberi della Cernaia - No al taglio!”
e gli aderenti: FAI, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, WWF.

venerdì 6 gennaio 2012

Resoconto dell'incontro tra il Comitato e l’Amministrazsione comunale

Di recente si è svolto un incontro in COMUNE fra i tecnici del Comitato Cernaia Bracco e Venturini, il sindaco Federici, l’assessore Ruggia, il capo dell’ufficio tecnico Ing. Cannetti e tre addetti al settore verde giardini ed arredo, sempre del Comune.
Dopo lunga ma forse costruttiva discussione si sarebbe convenuto quanto segue:
  •  gli alberi della scalinata Cernaia erano sino dall’origine sono e saranno (in caso si reimpianto) del tipo SOFORE caratterizzante l’arredo urbano di molte città di fine ottocento inizi novecento;
  • è stata redatta una perizia (novembre 2010 dopo le richieste del Comitato) della DEMETRA di MILANO sullo stato delle piante esistenti con particolare riferimento della stabilità (VTA);
  • dalla perizia, consegnataci ed allegata risulta quanto segue:    
    •  lo stato deteriorato di molte piante deriva da mancata manutenzione e ferite da potature errate;
    • gli alberi sono stati classificati in tre categorie:
      • B e C senza problemi di cedimento
      • CD con elevata propensione al cedimento
      •  D con estrema propensione al cedimento;
è stato concordato di:
  •  salvare più alberi possibili anche quelli classificati CD con una sistemazione o quinconce  (sfoltimento); 
  •  lasciare nelle parte centrale della scalinata la terra con sopra e sottostrato drenante (ghiaino) per assorbire l’acqua (come tra l’altro previsto all’origine);
  • procedere ad una riqualificazione concordata dell’arredo della scalinata (panchine, illuminazione, corrimano);
  • verificare la possibilità di utilizzare i due cunicoli laterali per il passaggio (e collegamento agli edifici) dei servizi, fognature, acqua, gas, ecc., evitando di procedere alla realizzazione di una “trincea” profonda e centrale che pregiudicherebbe (taglio delle radici) la sopravvivenza degli alberi esistenti.

Purtroppo è stata confermata dal Sindaco la mancanza di fondi per una manutenzione periodica sia attuale che futura (al massimo ogni tre anni). È stato anche proposto dal Comitato una gestione della manutenzione affidata direttamente od indirettamente agli abitanti (in mancanza di altre soluzioni).
Dovrà essere effettuato un sopralluogo con l’Ing. Cannetti ed i tecnici del Comune per verificare quanto ipotizzato e, ci auguriamo, tra le parti già definitivamente concordato.

domenica 4 dicembre 2011

“Appello” dalla Spezia: "Non tagliare i nostri alberi"


Dal Secolo XIX on line...

La Spezia - Un piccolo angolo di Parigi, anzi di Montmartre, nel centro della Spezia: salita Cernaia non lascia indifferenti, col suolo lastricato di arenaria, gli alberi fitti ed eleganti, l'impianto storico. E in effetti di turisti se ne fermano tanti, su questi scalini scivolosi e mal messi, come spiegano con orgoglio i residenti.


Guarda il Video 
"le voci degli abitanti e del comitato Scalinata Cernaia "


Quando si è sparsa la voce che il Comune era intenzionato a stravolgere l'estetica della scalinata, tagliando i suoi alberi - il cui nome scientifico è “Sophora Japonica”, una varietà più pregiata delle acacie - gli abitanti della salita che parte da via Venti Settembre non si sono persi d'animo, e hanno formato un attivo comitato che annovera tra gli altri anche architetti, ingegneri, editori, chiunque possa aggiungere la propria professionalità alla causa degli alberi da preservare.
Nello scorso ottobre, hanno persino organizzato un'iniziativa “gemellata” con le piazzette di Montmartre, allestendo una mostra di pittura su questi scalini. Sono stati ascoltati, e il Comune ha promesso loro che la ristrutturazione - che dev’essere fatta perché la manutenzione è stata scarsa, gli alberi sono da potare e la strada è sconnessa - avverrà nel rispetto dell'impianto e dei materiali originali.
«Nessuno tocchi i nostri alberi»: un patrimonio che in realtà non è appannaggio dei residenti, ma una delle bellezze da valorizzare della città.

Duemila firme contro il taglio


Clicca sull'immagine per leggere l'articolo

giovedì 20 ottobre 2011

Incontro con l’Amministrazione Comunale - Ottobre 2011

A distanza di un anno dalla manifestazione del 2 ottobre 2010 “A Spezia come a Montmartre”, organizzata dal nostro Comitato per la difesa e la valorizzazione della scalinata Cernaia, che vide la partecipazione di cittadini, esperti, tecnici ed amministratori (erano presenti il Sindaco Federici e l’assessore Ruggia), siamo a rimarcare  che purtroppo nulla è stato fatto.  Continua il degrado della scalinata dovuto all’incuria e al disinteresse degli amministratori e di chi deve provvedere a fare effettuare periodicamente la pulizia e la sistemazione dei gradini e delle pavimentazioni e la potatura degli alberi (ormai da qualche anno non più effettuata) che nel frattempo sono cresciuti a dismisura in modo caotico, andando ad interessare con i rami le abitazioni ai lati della scalinata.  Viene da pensare che tutto questo abbandono sia voluto per potere poi intervenire in modo massiccio con il progetto di abbattimento delle alberature incolpando proprio i poveri alberi del degrado della scalinata.
Noi non ci opponiamo ad un progetto di restauro e valorizzazione della scalinata anzi chiediamo che questo avvenga al più presto senza stornare verso altri interventi i fondi destinati dall’Amministrazione Comunale al progetto, ma tale intervento deve salvaguardare le caratteristiche architettoniche e vegetazionali che hanno fatto di questa scalinata un riferimento storico dello sviluppo di questa città sulla collina.

Il Comitato chiedeva un anno fa e chiede tuttora che il progetto punti a:
  • rivalutare la scalinata preservandone le caratteristiche e la funzionalità, con l’utilizzo di materiali idonei, rispettosi del progetto originario
  • salvaguardare le attuali alberature e la loro importante funzione idrogeologica, anche perché gli eventuali interventi ACAM per il rifacimento degli scarichi e l’eventuale risistemazioni dei servizi acqua, luce e gas non inciderebbero in alcun modo sull’assetto radicale  escludendo di per sé il taglio preventivo delle sophorae japonicae. La realizzazione della nuova rete fognaria ed l’allaccio delle abitazioni può sfruttare i cunicoli già esistenti ai lati della scalinata.

Siamo contrari:
  • all’abbattimento indiscriminato delle alberature attuali.  Le sophore japonicae sono alberature di pregio adatte per la loro rusticità all’ambiente urbano e meritevoli di essere salvaguardate per la loro funzione idrogeologica, paesaggistica e per la loro presenza storica consolidata sulla scalinata; gli alberi che presentano cavernosità o altri problemi di instabilità possono essere resi sicuri e curati con interventi mirati di risanamento e manutenzione periodica (costa meno che sostituirli);
  • ad un intervento di rifacimento della scalinata che non rispetti i materiali e le caratteristiche architettoniche originarie.

  Siamo favorevoli:
  • a una conduzione dei lavori di rifacimento che salvaguardi quanto più possibile le radici degli alberi, 
  • alla messa a dimora di nuovi esemplari al posto delle sophorae japonicae già divelte (soprattutto nella parte alta) e alla sostituzione di quelle con problemi di instabilità (dimostratamente non risolvibili) con altrettante della stessa specie,
  • ad una manutenzione periodica, accurata e responsabile, della scalinata, con pulizia periodica da foglie ed erbe infestanti e con stagionale potatura (minimo una volta all’anno) secondo modalità adeguate e rispettose dei tempi vegetativi, per non procurare danni alle alberature, 
  • agli  interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ormai divenuti urgenti che riguardino:
·        la sistemazione delle buche e dei gradini sconnessi, con riempimento di pietrisco dei gradini svuotati,
·        sistemazione delle panchine,
·        potenziamento dell’impianto di illuminazione con eventuale sostituzione degli attuali,
         lampioni con altrettanti ritenuti più idonei,                            
·        regolazione degli scarichi delle abitazioni e delle acque meteoriche.

Siamo disponibili:
  • a collaborare con l’Amministrazione Comunale con suggerimenti, nell’ambito delle nostre competenze, sulle soluzioni tecniche e di arredo urbano che verranno proposte.

Tutto ciò al fine di pervenire in tempi rapidi ad un adeguato recupero della scalinata che sia di esempio al futuro recupero delle altre scalinate storiche, che connotano l’immagine della nostra città.


L'incontro con il sindaco Federici  per discutere dei problemi della scalinata è fissato per mercoledì 26 ottobre alle ore 16 in Comune. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

                                                                                             

lunedì 24 gennaio 2011

"Stop ai Lavori Mancano le Risorse" - il Sindaco Federici

Alcune settimane fa è  apparso un articolo con la dichiarazione del Sindaco Federici: “Piazza Verdi indietro tutta! – Mancano le risorse dobbiamo congelare il progetto”. La motivazione dello stop temporaneo al lavori, del tutto legittima, è che in un momento di difficoltà delle finanze pubblica i fondi verranno destinati ad interventi prioritari per la cittadinanza: migliorare l’efficienza dell’ospedale Sant’Andrea.
La sospensione, si legge, riguarderà anche altri progetti: “Stoppiamo la nuova scalinata Cernaia (quella alberata), l’intervento della scuola di via Montale, e la aree attigue al museo San Giorgio…Andrà invece avanti invece il restyling di scalinata Quintino Sella.”



Clicca sull'immagine per leggere l'articolo

Come si sa, il nostro Comitato, sostenuto da ampi settori dell’opinione pubblica, sta conducendo da agosto una battaglia per la conservazione, la cura e il rinfoltimento dell’attuale alberatura di Scalinata Cernaia: le sophorae japonicae presenti in scalinata, infatti, sono purtroppo da considerarsi a rischio non appena venga attivato il previsto progetto di risanamento della scalinata, che noi per primi, insieme a tutti i residenti, riteniamo assolutamente necessario.
L’amministrazione, nonostante le molte manifestazioni, gli incontri ripetuti e la raccolta di oltre 1000 firme nel giro di poche settimane, non ha voluto dare alcun segno di accoglimento delle nostre richieste circa la salvaguardia e cura degli alberi attualmente in loco, la sostituzione delle sophorae mancanti.

Come a suo tempo fatto presente ai tecnici del Comune va evidenziato che: 
  • gli alberi che eventualmente hanno problemi di stabilità possono essere bonificati con una attenta opera di risanamento e manutenzione periodica (costa meno che sostituirli)
  • la “trincea” prevista da ACAM al centro della scalinata (da 1 x 1 mt) per far passare la fognatura con taglio delle radici degli alberi è assolutamente inutile.  Esistono già (vedi fotografie) due “trincee” ai lati della scalinata (cadauna da 0,7 x 0,8 mt) dove far passare tutte le tubazioni necessarie.   Con risparmio di denaro evitando il taglio delle radici degli alberi e facilitando l’allacciamento ai palazzi lungo i lati della scalinata.

Sappiamo che l’amministrazione ha incaricato una ditta di valutare la stabilità degli alberi, e dobbiamo pensare ne sia risultato che non esistono emergenze di sorta, visto che addirittura vengono rimandati a tempo indefinito gli importanti lavori in agenda. Pare invece più credibile che il minacciato taglio degli alberi non fosse da imputarsi tanto a problemi di stabilità quanto piuttosto all’ “ingombro” che gli alberi avrebbero rappresentato durante i lavori!

Ferma restando la nostra richiesta di difesa e manutenzione degli alberi della Cernaia, ricordiamo al governo locale che sulla scalinata devono essere comunque realizzati una serie di interventi urgenti:
·         Pulizia periodica della scalinata da foglie ed erbe infestanti, e potatura degli alberi
·         Sistemazione delle buche e dei gradini sconnessi
·         Sistemazione delle panchine
·         Potenziamento dell’impianto di illuminazione
·         Regolazione degli scarichi delle abitazioni e delle acque meteoriche

È impensabile che un’amministrazione comunale non provveda al più presto a sanare una situazione in cui l’acqua delle fognature esce a cielo aperto! Si vuole per caso attendere che un bambino o animale domestico prenda l’epatite virale giocando sulla pavimentazione della scalinata?

Non vorremmo che per 5 anni la scalinata fosse abbandonata nel più completo degrado per poi giustificare interventi poco sensati - quali il taglio degli alberi - come inevitabili per sistemare il tutto. Del resto è quello che è avvenuto fino ad oggi: in Cernaia non è mai stato fatto alcun lavoro di manutenzione, né ordinaria né straordinaria, in attesa di fondi pubblici per progetti che rischiano di intaccarne il suo valore storico ed estetico (vedi taglio degli alberi). Ci si domanda se il fine ultimo sia quello di mantenere efficiente la scalinata o non piuttosto di lasciarla nel degrado ed utilizzarla per poi attrarre finanziamenti pubblici.


Foto di Danile Giannetti

martedì 23 novembre 2010

Inaugurazione in Provincia della Mostra “A Spezia come a Montmartre”

Si è svolta Sabato 20 novembre, dalle ore 17 alle 19, l’inaugurazione della mostra delle opere pittoriche e fotografiche realizzate nel corso dell’estemporanea “A Spezia come a Montmartre”, in occasione della riuscitissima festa-dibattito organizzata il 2 ottobre scorso in scalinata Cernaia dal Comitato “Salviamo gli alberi della Cernaia – No al taglio!”
La mostra è visitabile nell’Atrio della Provincia della Spezia, Via V. Veneto 2, fino a venerdì 3 dicembre incluso.

Espongono: Agnese Fabbiani,  Alessandra Cristiani, Beatrice Duce, Carra, Cettina Nardiello, Franco Ortis, Franco Sarzani, Gianni Gozzani, Gio Batta Framarin, Guido Barbagli, Katia Castellani, Maria Chiocca, Marina Passaro, Maurizio Ferruzzi, Maurizio Maggiani, Mira Bellotti,  Nadia Pinzani, Paola Polito, Pinuccia Mazzola, Renzo Daveti, Roberto Venturini, Rosa Maria Santarelli, Stella Sanvitale.





 
A tutti loro, all’Associazione San Martino di Durasca, all’Associazione dei pittori di Cadimare, alla Loggia de’Banchi, alla galleria Hourloupe va il ringraziamento del Comitato.
Alla manifestazione, che ha costituito un’ulteriore occasione di confronto sul tema della ristrutturazione della scalinata Cernaia, hanno partecipato i fotografi e i pittori, e molti cittadini sensibili al tema della salvaguardia del verde urbano. Purtroppo nessun rappresentante dell’Amministrazione è convenuto all’appuntamento.

mercoledì 17 novembre 2010

Invito all’Esposizione “Salviamo gli Alberi della Cernaia" - sabato 20 novembre



Dopo la festa “A Spezia come a Montmartre” organizzata in Scalinata Cernaia il 2 ottobre scorso, dopo la raccolta di oltre 1000 firme nel giro di una sola settimana, e l’apertura di un confronto tra cittadinanza e amministrazione, prosegue l’iniziativa popolare per salvare gli alberi della Cernaia con l’inaugurazione della mostra delle opere pittoriche e fotografiche realizzate durante l’Estemporanea del 2 ottobre.

L’esposizione sarà visitabile nell’Atrio del Palazzo della Provincia, Via V. Veneto 2, da venerdì 19 novembre a venerdì 3 dicembre.

Il vernissage, occasione di incontro e dibattito sul tema dell’assetto arboreo di una scalinata che così intensamente ha ispirato vari artisti della città, si terrà sabato 20 novembre, alle ore 17. Tutta la cittadinanza, gli amministratori, la stampa e altre agenzie di informazione sono caldamente invitati a partecipare a questa ulteriore iniziativa del Comitato “Salviamo gli alberi della Cernaia – No al taglio!”

Si informa intanto che dall’analisi tecnica commissionata dal Comitato, come anche da quella in corso da parte del Comune, risulta che gli alberi della Cernaia possono essere salvati. Il previsto progetto sotterraneo, le cui finalità sono giuste e ampiamente condivise, può essere agevolmente realizzato preservando quel che già esiste in superficie, gli alberi, che costituiscono un irrinunciabile patrimonio paesaggistico, storico,  culturale e affettivo.

Il Comitato, nel ribadire che la manutenzione delle sophorae è fondamentale per evitare che l’incuria porti al loro deterioramento e sacrificio, ricorda che già da ora dovrebbero essere praticate la potatura, la disinfestazione e la cura, nonché la pulizia periodica del selciato.

mercoledì 6 ottobre 2010

Resoconto della giornata in scalinata Cernaia del 2 ottobre

Il Comitato “Salviamo gli alberi di Scalinata Cernaia – No al taglio!” ringrazia il migliaio di firmatari della petizione contro il taglio degli alberi e i numerosissimi cittadini convenuti lo scorso sabato 2 ottobre, all’incontro “A Spezia come a Montmartre”, la festa popolare da noi organizzata all’aperto in scalinata Cernaia.  

Il nostro ringraziamento si estende a tutti coloro che hanno aiutato per la sottoscrizione (libreria Contrappunto, Loggia de’ Banchi, Cooperativa Gramigna, estetica Blue Light, bar Trieste, Dott. Frunzo…), alle signore della scalinata per le squisite torte di verdura, torte dolci e focacce gustate in scalinata, all’Associazione Campiglia per i tavoli, le sedie e le bevande, a Giacomo della Loggia per l’impianto voci, alle chitarriste Lucia Rollando & friend, ai tanti artisti (pittori, fotografi, operatori audiovisivi, membri dell’Associazione culturale San Martino di Durasca) venuti ad ispirarsi in scalinata per un’estemporanea di arti varie.

Il Comitato ringrazia i relatori (arch. Roberto Venturini, il naturalista Fabio Giacomazzi, Paolo Canepa della sez. La Spezia della LIPU) e Maurizio Maggiani, Nicola Bracco, Paolo Bracco, l’agronomo Luca Lo Bosco, Bruno Rosaia, Federico Paganini, Simone Argenti del WWF per i loro interventi in difesa degli alberi della Cernaia (e più in generale per una più attenta politica del verde pubblico a Spezia e provincia).

Il Comitato ringrazia il Sindaco Massimo Federici, l’Assessore Cristiano Ruggia e il presidente della Circoscrizione 3, Fabrizio Andreotti, per avere presenziato all’incontro. Il Sindaco e l’Assessore Ruggia hanno illustrato la posizione dell’Amministrazione circa il previsto progetto di riqualificazione della scalinata. Il Comitato prende atto che l’Amministrazione non è dichiaratamente in grado, al momento, di presentare né tanto meno discutere un progetto, in quanto sarebbe ancora in attesa di rapporti tecnici e agronomici.


Il dott. Luca Lo Bosco, tecnico agronomo incaricato dal Comitato di analizzare lo stato della vegetazione di scalinata Cernaia e di studiare soluzioni per preservarne l’alberatura, ha prodotto un rapporto da cui si evince che, qualunque siano i lavori di risanamento da effettuarsi sotterraneamente, gli alberi possono essere salvati in ogni caso, con vari procedimenti che nel complesso sarebbero più economici della sostituzione degli alberi attuali con esemplari analoghi. A questo proposito è opportuno considerare che, come sancito dalla Cassazione, il valore di una pianta è dato non soltanto dall’intrinseco valore agronomico, ma anche da quello ambientale, storico e, non ultimo, affettivo.


Il Comitato attende con fiducia le indagini degli esperti, ma ribadisce il proprio impegno e la propria vigilanza, proponendosi come imprescindibile interlocutore nelle fasi di elaborazione e autorizzazione del futuro progetto.


Il Comitato chiede che il progetto punti a:
  • rivalutare la scalinata preservandone le caratteristiche e la funzionalità, con l’utilizzo di materiali idonei, rispettosi del progetto originario
  •  salvaguardare le attuali alberature e la loro importante funzione idrogeologica, anche perché i previsti interventi ACAM non inciderebbero in alcun modo sull’assetto radicale ed escludono di per sé il taglio preventivo delle sophorae japonicae.
A illustrazione del progetto originario, si informa la cittadinanza che in un verbale comunale del 26 settembre 1903 si legge, a proposito della Cernaia e della Spallanzani, quanto segue: “considerato che la detta pavimentazione [= ciottolato] richiede una maggiore spesa di manutenzione per la facilità di infossamenti o movimenti di ciottoli”, si ritiene che “ad ovviare tali movimenti occorre modificare il primitivo progetto 3 Febbraio 1903 e sostituire al ciottolato nei marciapiedi delle lastre di arenaria che rendano più comoda e facile la viabilità”. Lo stesso documento prosegue precisando che “nell’occasione è opportuno collocare nelle due vie un doppio filare di alberi per sostenere le terre ed ombreggiare le strade nella stagione estiva”. Togliendoci poi ogni dubbio circa la datazione dell’attuale assetto della scalinata, il verbale conclude: “ritenuto che nel corrente bilancio non è più disponibile alcuna somma con cui far fronte al maggior importo dei nuovi lavori [3105,00 lire], e quindi è consigliabile far luogo alla esecuzione di essi, salvo effettuarne al pagamento nel venturo esercizio provvedendo fin d’ora al relativo stanziamento nel bilancio 1904”, il che fa della scalinata Cernaia un monumento ultracentenario, da preservare.


Il Comitato precisa che la petizione prosegue, e che la raccolta delle opere ispirate alla Cernaia (dipinti, foto, video) dovrà essere completata entro il 30 ottobre, allo scopo di organizzare mostre collettive cittadine (presso Loggia de’ banchi e Hourloupe).


I cittadini ed i residenti in scalinata sono accorsi numerosi con i loro bambini, cani, amici ..










I pittori ed i musicisti hanno dato vita ad un'estemporanea a cielo aperto







Di seguito le opere realizzate e già consegnate

Acquarello - Carra

Cartoncini - Benzo (Renzo Daveti)


Rosa Maria Santarelli

Maria Chiocca

Gianni Gozzani (Assocazione Cadimare)

Alessandra Cristiani

Guido Barbagli

Marina Passaro

Marina Passaro

Gio Batta Framarin

>>> Video dell'intervento di  Interventi Maurizio Maggiani